MAILING LIST - PROMOZIONI - PREVENDITE - PRENOTAZIONI
LA SALA - FOTO SALA - DOVE SIAMO - PARCHEGGIO - CONTATTI
NOLEGGIO SALA



PROSSIMAMENTE




presenta


IL MIO VICINO TOTORO


Un film capolavoro del Maestro dell'Animazione Hayao Miyazaki, Orso d'Oro (2002) e Premio Oscar (2003) per il film "La città incantata". Leone d'Oro alla carriera (2005).







Genere: Animazione - GIAPPONE 1988

Regia di: Hayao Miyazaki

Durata: 86'




Trama


Per stare il più vicino possibile all'ospedale dove é ricoverata la madre, due sorelline, Mei e Satsuki, ed il loro papà, si trasferiscono in una casa di campagna. Una leggenda dice che il bosco che si trova dietro la casa dove si sono appena trasferite, sia abitato da strane creature... Quando le due bambine vedranno con i loro occhi i Totoro, questo é il nome delle creature, grosse palle di pelo, scopriranno un mondo magico e vivranno dei momenti indimenticabili insieme ai loro nuovi "amici"....


(fonte: filmup.com)



Consulta la Fotogallery!



Guarda il Trailer!




Recensioni


Il successo avuto in sala nell’estate del 2007 da "Lupin III - Il castello di Cagliostro", film del 1979 di Hayao Miyazaki, ha lasciato intendere che certi film, anche se datati, non perdono mai di attrazione. La firma del Walt Disney giapponese è garanzia di un buon botteghino, ed è probabilmente da questa considerazione che la casa distributrice Lucky red ha deciso di acquistare i diritti italiani di molti film dello Studio Ghibli. Si tratta di pellicole che in molti casi non sono state neanche mai riversate in dvd o vhs, storie conosciute in tutto il mondo che gli appassionati italiani hanno potuto vedere solo in lingua originale con sottotitoli realizzati da community virtuali. E’ all’interno di questa cornice che si inserisce l’arrivo in sala di "Il mio vicino Totoro", realizzato nel 1988 e da molti ritenuto come uno dei migliori lavori di Miyazaki (lo stesso Studio Ghibli ha come simbolo Totoro).
Anni ’50. Due bambine cambiano di casa assieme al padre per stare più vicine alla madre ricoverata da tempo in un ospedale della zona.
Nel bosco attiguo all’abitazione la più piccola delle due, Mei (che esteticamente assomiglia tanto alla Ponyo dell’eponimo, più recente, film di Myazaki) incontra una strana creatura, il Totoro del titolo.
Questa sorta di grande coniglio con i denti da roditore diventa per le due sorelle compagno di avventure e, soprattutto, un grande aiuto quando la situazione sembra volgere al peggio.
L’universo di Miyazaki è un grande zoo composto da creature magnifiche e fantastiche, una sorta di libro disegnato dalle forme e colori fuori dall’immaginario. Totoro rappresenta sia il simbolico re del bosco che quel Dio pronto ad aiutare le due bambine nel momento del bisogno. Mondo animale e umano coincidono quando l’occhio è puro come quello di un fanciullo. Sono tanti i riferimenti, più o meno espliciti, all’iconografia e alla cultura nipponica, come sempre accade per Miyazaki. Anche qui il cineasta non può fare a meno di quel dolce e continuo ottimismo che caratterizza ogni sua pellicola. Manca una e vera e propria frattura narrativa, un episodio o un personaggio in grado di cambiare lo status quo degli eventi. Per buona parte del film non si capisce bene in quale direzione stia andando il racconto: Miyazaki è più concentrato sulla costruzione del suo mondo e sulla rappresentazione del rapporto tra essere umano e natura che sulla storia in senso stretto. Totoro diventa così un film composto da tanti piccoli gioielli visivi, forse più poesia che racconto.

(fonte: Andrea D’Addio per filmup.com)





Guarda la VideoRecensione di Paolo Mereghetti - " ".






La critica dai quotidiani nazionali



"Strani ritmi, il cinema. ... Il mio vicino Totoro (accento sulla prima "o") risale al 1988 e arriva in Italia dopo una serie di capolavori che ci hanno fatto scoprire e amare in gran ritardo Hayao Miyazaki, forse il più grande cartoonist vivente. Eppure non solo non ha preso una ruga, sarebbe banale dirlo, ma non ha nulla di meno delle produzioni più recenti dello studio Ghibli come La principessa Mononoke, La città incantata o Ponyo sulla scogliera. Evidentemente in tutti questi anni Miyazaki ha continuato a lavorare su un nucleo ben preciso di forme e di temi esplorando direzioni già contenute nelle sue prime opere. Con esclusioni significative. Nel Mio vicino Totoro ad esempio, manca quasi del tutto la paura, ingrediente immancabile nei film e cartoons per l’infanzia. Le due sorelline che si trasferiscono col padre in una casa di campagna circondata da un fitto bosco e dominata da un maestoso albero di canfora, si trovano infatti subito confrontate a misteriose bestiole domestiche o silvestri che apparentemente solo loro vedono. Ma non c’è mai nulla di davvero minaccioso, sul timore prevalgono lo stupore, la meraviglia, il comico, insomma l’appagamento estetico (di cui il comico fa parte), che nei bambini è fortissimo anche se nessuno stranamente se ne ricorda mai. E quando la paura arriva, non viene dal mondo incantato scoperto dalle sorelline Mei e Satsuki, ma dalla concreta seppur temporanea scomparsa della piccola Mei. Oppure dalla malattia della madre, ricoverata in ospedale. Che però non è una tragedia incombente o una minaccia insopportabile, ma un fatto della vita, un’incognita da esplorare e a cui dare il giusto peso. Come tutto in questo film che procede di sorpresa in sorpresa, con impennate poetiche e gag irresistibili che non ci azzarderemo a raccontare per non guastare il piacere di scoprire di persona i colori, le forme, i suoni (musica al minimo, molti rumori d’ambiente) grazie a cui Miyazaki ci porta in un mondo mai visto. Con una capacità di reinventare a colpi di creature fantastiche e di paesaggi più veri del vero la Natura e i suoi prodigi che lascia davvero senza fiato. A tutte le età."


Fabio Ferzetti - " "





"In Usa è il film d'animazione più visto dopo Toy Story 2 e prima di Shrek: parliamo di Il mio vicino Totoro, fiaba incantata che il maestro nipponico Hayao Miyazaki realizzò nel 1988 con disegno ancora artigianale fotogramma per fotogramma e che molti considerano il suo capolavoro. Premiatissimo ovunque da noi esce con 22 anni di ritardo, ma meglio tardi che mai tanto i classici non invecchiano. Certo è una vera delizia seguire le due sorelline Satsuki e Mei mentre, esplorando la vasta foresta che circonda la loro nuova casa (infestata di spiriti?), fanno conoscenza con i Totoro, adorabili creature di fantasia inventate da Miyazaki. Non avviene nulla di particolare nel film, non ci sono conflitti familiari, né senso di minaccia. Anzi: immergersi nella trasparenza acquarellistica dei paesaggi di Miyazaki è rasserenante come ritrovare un'armonia perduta."


Alessandra Levantesi - " "





"Ha vent’anni ma non li dimostra questo film d’animazione del sublime Miyazaki, che arriva ora sugli schermi grazie agli accordi tra Lucky Red e Studio Ghibli, la factory del maestro premiato con l’Oscar per La città incantata. Anche qui i protagonisti sono bambini, come si conviene a ogni fiaba di formazione. Mei, 4 anni, e la sua “sorellona” Satsuki, 11, si trasferiscono con papà in una vecchia casa di campagna, vicina all’ospedale dove è degente mamma. Incontrano esseri straordinari: grandi e benevoli, come lo spirito Totoro, pigra creatura che pare un incrocio tra un gatto e un orso, e il suo micio-autobus; oppure minuscole e maligne, tali gli spiritelli della fuliggine. La poetica di Miyazaki c’è tutta, a cominciare dalla coesistenza tra quotidiano e fantastico; così come ci sono i suoi impagabili colori, che portano nel disegno a due dimensioni le luci delle diverseore del giorno."


Roberto Nepoti - " "





UN CAPOLAVORO PER GRANDI E PICCINI ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE!!!