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LUPIN III - Il castello di Cagliostro


Un film capolavoro del Maestro dell'Animazione Hayao Miyazaki, Orso d'Oro (2002) e Premio Oscar (2003) per il film "La città incantata". Leone d'Oro alla carriera (2005).



IN QUEST'EDIZIONE TORNANO I DOPPIATORI STORICI DELLA SERIE TV: ROBERTO DEL GIUDICE (LUPIN), SANDRO PELLEGRINI (JIGEN), ANTONIO PALUMBO (GOEMON), ALESSANDRA KOROMPAY (FUJIKO) E RODOLFO BIANCHI (ISPETTORE ZENIGATA).







Genere: Animazione - GIAPPONE 1979

Regia di: Hayao Miyazaki

Durata: 100'




Trama


Lupin e il fedele Jigen, hanno scoperto l'esatta provenienza delle banconote false che stanno mettendo in crisi l'economia mondiale: il piccolo paese di Cagliostro, governato da un misterioso conte. Nel castello del conte Cagliostro, un'inespugnabile fortezza di pietra, è rinchiusa anche la bellissima principessa Clarissa. Il perfido conte vuole che la ragazza gli riveli il luogo in cui è custodita la chiave di accesso a un un misterioso tesoro che risale al quindicesimo secolo. Lupin ha deciso di liberare Clarissa, punire Cagliostro e impossessarsi di quelle inestimabili ricchezze. Ma dove c'è lui, c'è sempre l'ispettore Zenigata e dove ci sono soldi, c'è sempre l'ombra di Fujiko. Questa volta, poi, l'Interpol e una banda di ninja dalle unghie a sciabola, si sono dati appuntamento per fermarlo. Ce la farà?.


(fonte: cinematografo.it)



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Recensioni


La leggenda vuole che il re Mida di Hollywood Steven Spielberg sia uno dei più grandi fan di "Cagliostro no Shiro" (intitolato dalle nostre parti "Il castello di Cagliostro"), lungometraggio d'animazione che segnò, alla fine degli Anni Settanta, il ritorno di un giovane ma già popolare Hayao Miyazaki al servizio di Lupin, il ruba-preziosi più famoso dei cartoon, al quale si era dedicato in occasione della prima serie televisiva, nel 1971.
D'altra parte, come è possibile non pensare alla trilogia di Indiana Jones - il cui primo capitolo, "I predatori dell'arca perduta", sarebbe giunto soltanto nel 1981 - nel vedere il ladro gentiluomo, affiancato dagli immancabili Goemon e Jigen, alle prese con passaggi segreti e trappole mortali contornate di resti umani in un castello del paese di Cagliostro, governato dall'omonimo conte, nonché fonte delle banconote false che stanno mettendo in ginocchio l'economia mondiale?
L'occasione per poter effettuare un confronto viene ora offerta da Mikado Film, Dolmen Home Video e Yamato Video, le quali, a ben ventotto anni di distanza dalla sua realizzazione, rilanciano nelle sale cinematografiche tricolori la pellicola diretta dall'autore de "Il castello errante di Howl" (2004), in una nuova edizione rimasterizzata con un inedito doppiaggio italiano che si avvale delle voci storiche della serie, da Roberto Del Giudice a Rodolfo Bianchi, passando per Sandro Pellegrini e Alessandra Korompay.
E non mancano, ovviamente, l'affascinante Fujiko e l'imbranato ispettore Zenigata, mentre l'obiettivo del trio antieroico è la bella principessa Clarissa, tenuta prigioniera dal conte ed a conoscenza della chiave per un immenso tesoro; verso cui si corre tra vertiginose scorribande sui tetti, assurdi inseguimenti in auto e travestimenti vari, senza dimenticare la consueta massiccia dose d'ironia.
Perché, nell'epoca degli elaborati prodotti d'animazione realizzati in CGI e 3-D, la maggior parte dei quali presentano spesso script volti in maniera esclusiva a fare da evidente pretesto per poter sfoggiare moderne ed innovative tecniche cinematografiche, il film di Miyazaki continua a mantenere il suo status di capolavoro dei disegni in movimento da vedere e rivedere grazie soprattutto all'ottima sceneggiatura, scritta in collaborazione con Haruya Yamazaki, la quale, scandita da un ritmo decisamente coinvolgente, gioca più volte ed in maniera abile la carta dell'effetto sorpresa.
Quindi, non solo per nostalgici delle intramontabili tavole bidimensionali....

(fonte: Francesco Lomuscio per filmup.com)





... Lupin III - Il castello di Cagliostro è un piccolo evento che merita l'attenzione del pubblico e che potrà offrire più di una bella sorpresa a chi ama il cinema. Prodotto alla fine degli anni Settanta, sull'onda del successo della serie televisiva, il film segna l'esordio come regista di lungometraggi di Hayao Miyazaki, che proprio da qui prese l'abbrivio per diventare uno dei più grandi animatori del mondo, meritatamente premiato con l'Oscar nel 2003 per La città incantata e nel 2005 con il Leone d'oro alla carriera, a Venezia. Ma è soprattutto la straordinaria capacità di ricreare un mondo fantastico dove l'avventura torna a essere padrona incontrastata dei destini dei personaggi (e dell'attenzione dello spettatore) a fare di questo film una vera rivelazione per chi non abbia mai avuto grande dimestichezza con il mondo dei manga giapponesi. Creato dalla fantasia di Monkey Punch (pseudonimo di Kazuhito Kato) nel 1967, Lupin III è un ladro gentiluomo come l'Arsène Lupin di Maurice Leblanc a cui è dichiaratamente ispirato, ma almeno nell'originale a fumetti dotato di un carattere che non rifugge dal cinismo e dalla violenza. Oltre che dalla passione per le belle donne. La serie animata prodotta per la televisione, a partire dal 1971, smussa un po' certi caratteri più aspri del personaggio e certe sottolineature sessuali, ma guadagna in morbidezza e offre al protagonista sfumature più romantiche e meno snob (a partire dalla scelte delle auto che passano dalla raffinata Mercedes Skk del 1928 alla più popolare Fiat 500).
L'anno in cui arriva anche in Italia, il 1979, programmato su Rete4 dove ottiene il medesimo successo di pubblico già conquistato in patria, è lo stesso in cui a Tokyo esce Il castello di Cagliostro. La storia del film porta quasi subito Lupin e il suo barbuto amico Jigen nel regno alpino di Cagliostro, sulle tracce di un misterioso spacciatore di valuta falsa, capace di imitare perfettamente le monete di tutti gli Stati. Ma il sogno di un colpo a sensazione passa in secondo piano per l'incontro con la bella principessa Clarisse, erede al trono del regno e «obbligata sposa» del conte reggente, che la tiene prigioniera in un impenetrabile castello. Liberarla diventa la missione di Lupin, sensibile al fascino della fanciulla ma desideroso anche di smascherare il reggente, che sa essere responsabile dell'illegale attività di stampatore di carta moneta. A questo punto davvero i colpi di scena e le invenzioni più o meno fantastiche si inseguono a rotta di collo: il conte mette in campo il subdolo aiutante Jodo e un esercito di ninja con guanti acuminati, in aiuto di Lupin e Jigen arriva il samurai Goemon, mentre a fare da terzi incomodi ci sono la ladra «concorrente» Fujiko e l'ispettore Zenigata, sempre speranzoso di poter mettere le manette all'imprendibile Lupin. Ma più che i caratteri o le abilità marziali e militari dei vari personaggi, il film finisce per esaltare il gusto puro e semplice dell'avventura, il piacere di credere a quello che si sta vedendo sullo schermo e di lasciarsi prendere dal flusso delle invenzioni e delle trovate fino a diventare noi stessi — gli spettatori — coprotagonisti del film. In quest'opera di coinvolgimento e divertimento insieme l'arte di Miyazaki dimostra già i talenti che esploderanno appieno nei film successivi, a cominciare dalla seduzione per il volo e dal fascino che emanano gli amori incompiuti, come è quello di Lupin per Clarisse ma anche quello, più «represso», per Fujiko. Senza dimenticare la vena di romanticismo che attraversa tutto il film, regalando allo spettatore piccoli squarci di dolcezza in una storia che in fondo parla di ladri, rapimenti e assassini. O, ancora, ricordare le invenzioni visive che intrecciano rimandi cinefili (il castello di Cagliostro è ispirato a quello disegnato da Paul Grimault per Le Roi e l'oiseau) e gusto pittorico (lo scontro tra le opposte fazioni diventa un'esplosione di fuochi d'artificio). E tutto contribuisce a formare quell'atmosfera fatata e straordinaria capace di ricreare il fascino e la meraviglia dell'avventura. Certo, l'animazione non ha ancora raggiunto quel livello di sapienza e di maestria che Miyazaki toccherà dirigendo i film successivi, dove si sentirà più libero di inventare e di creare. Ma i caratteri fondanti della sua arte ci sono già tutti. E soprattutto il piacere dello spettatore non viene mai meno.

Paolo Mereghetti - " "






La critica dai quotidiani nazionali




"Torna insieme alla nuova 500 quella vecchia di Arsenio Lupin III eroe del cartoon giapponese e secondo episodio diretto da Miyazaki che lavora di fino e con ironia sulle immagini e il tessuto narrativo. In cui l'eroe di una serie nota nel corso del tempo – l'episodio arriva sugli schermi con un ritardo di 30 anni – si spinge fino al castello di Cagliostro e trova una infelice principessa cui ruba il cuore. Tra falsari e detective film di modernariato animato che anticipa il talento dell'autore che sarà Oscar."


Maurizio Porro - " "





"Se l'elaborato Lupin dal vivo con Romain Duris del 2004 fu un flop nemmeno distribuito nelle sale italiane, che dire di un cartone animato giapponese con Lupin oggi nei nostri cinema dal lontano 1979? Siamo contenti. 'Lupin III - Il castello di Cagliostro' è il primo lungo di Hayao Miyazaki, da anni considerato il nuovo Walt Disney grazie a capolavori come 'Princess Mononoke' e 'La città incantata'. (...) Un plauso all'afflato filologico della casa di distribuzione Mikado che riaffida la voci al cast storico della serie capitanato da Roberto del Giudice. Il ladro gentiluomo a bordo della portentosa Fiat 500 accompagnato dagli inseparabili Jigen (pistolero alla Callaghan) e Goemon (lame zen alla Sonny Chiba) era l'eroe di una generazione di futuri precari a cui qualche ladro italiano avrebbe nel tempo rubato futuro e speranze. Bello riabbracciare con gli occhi il nostro Lupin."


Francesco Alò - " "





UN CAPOLAVORO PER GRANDI E PICCINI ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE!!!