CENTRO CULTURALE BENEDETTO XVI
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ARRIETTY - Il mondo segreto sotto il pavimento


Un film voluto dal Maestro dell'Animazione Hayao Miyazaki (che in quest'occasione è co-sceneggiatore), Orso d'Oro (2002) e Premio Oscar (2003) per il film "La città incantata". Leone d'Oro alla carriera (2005).



FUORI CONCORSO ALLA V EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2010) NELLA SEZIONE 'OCCHIO SUL MONDO|FOCUS'.







Genere: Animazione - GIAPPONE 2010

Regia di: Hiromasa Yonebayashi

Durata: 90'




Trama


Sotto il pavimento di una grande casa situata in un magico e rigoglioso giardino alla periferia di Tokyo, vive Arrietty, una minuscola ragazza di 14 anni, con i suoi altrettanto minuscoli genitori. La casa è abitata da due vecchiette, che naturalmente ignorano la presenza di questa famiglia in miniatura. Tutto ciò che Arrietty e la sua famiglia possiedono, lo "prendono in prestito": strumenti essenziali come la cucina a gas, l'acqua e il cibo; e ancora tavoli, sedie, utensili, o prelibatezze come le zollette di zucchero. Tutto viene preso in piccolissime quantità, così che le padrone di casa non se ne accorgano. Un giorno Sho, un ragazzo di 12 anni che deve sottoporsi a urgenti cure mediche in città, si trasferisce nella casa delle vecchiette. I genitori di Arrietty le hanno sempre raccomandato di non farsi vedere dagli umani: una volta visti, i piccoli abitanti devono lasciare il luogo in cui sono stati scoperti. L'avventurosa ragazzina, però, non li ascolta, e Sho si accorge della sua presenza. I due ragazzi iniziano a confidarsi l'uno con l'altra e, in breve tempo, nasce un'amicizia...


(fonte: filmup.com)



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Recensioni


"Arrietty", il cui titolo originale è "Karigyrashi no Arrietty", è il nuovo capolavoro prodotto dallo Studio Ghibli, dopo due anni di distanza da "Ponyo sulla scogliera". Il lungometraggio è tratto dai racconti dell’autrice inglese Mary Norton, pubblicati intorno agli anni ’50. L’adattamento è opera del maestro Hayao Miyazaki, già Leone d’Oro alla Carriera, ma stavolta il cartone animato è diretto da un suo giovane allievo Hiromasa Yonebayashi, che si era già distinto come animatore in "La città incantata" e in "Ponyo sulla scogliera", in particolare nella scena in cui la piccola pesciolina-umana corre sulle onde vorticanti. Presentato al Festival Internazionale di Roma questo lungometraggio conferma la capacità "affabulatoria" dello studio d’animazione giapponese, che da anni incanta il suo pubblico coniugando poesia e magia, sentimenti e avventura. Con disegni fatti a mano dai colori pastello, con un’eleganza e una vivacità unica ha conquistato i botteghini giapponesi in poche settimane. In 90 minuti viene raccontata una storia magica, densa di emozioni che, come tutte le favole che si rispettino, ha dei temi morali importanti: l’amicizia, il valore della famiglia, la speranza, il coraggio e soprattutto la capacità di accettare l’altro anche se diverso. Sebbene la storia sia stata ambientata nel Giappone di oggi invece che in Inghilterra, essa resta comunque molto fedele al testo letterario originale. Protagonista di questa nuova e deliziosa avventura è la giovanissima quattordicenne Arrietty, appartenente alla razza dei "Rubacchiotti". Da sempre questi omini dalle dimensioni piccole, simili a puffi, folletti o lillipuziani, "prendono in prestito" le cose dagli umani, per esempio zollette di zucchero o fazzoletti, facendo sempre attenzione però a non farsi scoprire. Nel giorno del primo "recupero" di Arrietty al fianco del padre Guscio (ossia la sua prima avventura nella casa degli umani) arriva nella casa degli umani un ragazzo solitario e malato, prossimo a subire un complicato intervento al cuore, di nome Sho. Le cose si complicano quando durante l’escursione notturna Sho rivolge la parola ad Arrietty spaventandola a morte, tuttavia nonostante il divieto dei genitori di farsi vedere dagli uomini, la giovane si avvicina a Sho. Dopo diverse avventure vissute contando uno sull’altro, l’amicizia fra i due si consolida, sfociando però in un interessante e alquanto coraggioso finale. E’ una conclusione inattesa che conquista e colpisce il pubblico, senza però creare veramente un profondo senso di turbamento, ma confortandolo e sussurrandogli all’orecchio che presto una nuova avventura è alle porte. L’animazione grafica porta chiaramente il marchio dello studio Ghibli e il gusto di Miyazaki sia per quanto riguarda i paesaggi, che passano dal cupo e spaventoso ad una vivacità di colori quasi surreale, sia per le espressioni e caratterizzazioni degli stessi personaggi. La mano di Yonebayashi però risulta evidente non solo perché manca la forza profonda e travolgente tipica dei disegni del Maestro Hayao, ma soprattutto per alcuni particolari riguardanti l’animazione, l’esempio più chiaro è nel modo in cui sono rappresentate le lacrime. Mentre con Miyazaki c’è un pianto realistico come fossero piccole ed invisibili onde che scivolano successivamente lungo i volti dei personaggi, qui invece le lacrime assumono un aspetto più "fumettistico", più tondeggiante, infatti, sono forme sferiche alla base degli occhi che poi cadono come gocce per terra. Sono piccole differenze che caratterizzano questa delicata pellicola impreziosita dalle splendide musiche della francese Cécile Corbel.

Federica Di Bartolo - Filmup.com"






La critica dai quotidiani nazionali





"Diretto da Hiromasa Yonebayashi, il colorato film è animato per davvero, provvisto di un'anima che si esprime nella cura grafica e psicologica degli avvolgenti particolari: abbasso la computer graphic! I rubacchiotti (così titolava l'altro film dai libri di Mary Norton editi Salani) sono gnomi che vivono sotto il pavimento sfruttando noi umani con espropri proletari (mini). La poetica del diverso, il sentimento che spariglia le carte, mentre 'Arrietty' è l'eroina saggia."


Maurizio Porro - " "





"Stupisce vedere un cartone che sembra appartenere al passato. I figli ti guardano straniti, convinti che tu abbia sbagliato sala: dove sono gli effetti speciali? Invece, no, cara generazione 2.0. Far cinema non è solo 3D e robot fracassoni ma un'arte, un saper raccontare emozioni, un trasmettere valori. Anche usando, col sapore inconfondibile di una vecchia crostata della nonna, la paradossale storia di una ragazzina di dieci centimetri che vive sotto una casa 'normale'."


Maurizio Acerbi - " "





"Nei film Disney (e oggi anche in quelli Pixar) si mettono in scena personaggi che non lasciano spazio ad interpretazioni. Chi è cattivo non nasconde la propria malvagità, così come chi è buono non nasconde la propria innocenza. Ogni attore disegnato mostra le proprie emozioni in un gioco a carte scoperte. II cinema di Hayao Miyazaki è quasi l'opposto. Nei suoi film c'è sempre qualcosa da scoprire, una città incantata in cui tutto si trasforma (...).
In questo 'Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento', nuovo film prodotto dallo Studio Ghibli (che fu creato nel 1985 da Miyazaki e da Isao Takahata, regista di Heidi) già il titolo spiega che basta guardare vicino alle nostre scarpe per scoprire un mondo di esseri piccolissimi, di gnomi alti una mela o poco più. (...) In Miyazaki di particolare c'è anche questo: la saggezza spesso è nelle mani degli adolescenti, che sanno rendere ricca la propria esistenza attraverso l'attenzione e la conoscenza degli altri. (...) Il risultato è un film dal ritmo lento come una poesia, perché anche gli spettatori devono guardare con attenzione tra le assi dei pavimenti, nelle case degli esseri piccolini (in cui i francobolli sono appesi come quadri), vedere l'effetto della pioggia che bagna il selciato, scoprire come le emozioni possano far alzare il vento. In quest'opera delicata, piena di commovente umanità, la musica, sorprendentemente, viene dalla bretone Cécile Corbel, che suona arpe e cetre. Chi sono i 'Prendimprestito' (...)?
Sono i piccoli, i poveri del mondo, tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, sono costretti a lasciare le proprie case e la propria terra. Il finale è aperto, come in molti film dello Studio Ghibli. O forse no, forse è un finale felice. Ma per capirlo bisogna fare come Sho, e guardarlo da vicino, con attenzione."


Luca Raffaelli - " "





UN CAPOLAVORO PER GRANDI E PICCINI ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE!!!